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Superficie: 17 Km2
Abitanti: 2125 (Dati ISTAT 2007)
Densità: 125 ab/Km2
Probabilmente Podenzana è stata fondata da un colono romano di Luni;
a partire dall'anno 884 su Podenzana esercitava un controllo l'Abbazia
benedettina di Aulla, la quale ricevette da Adalberto, conte e marchese
di Toscana, case e beni di sua proprietà insistenti sul territorio di Podenzana.
Montedivalli, come Podenzana composta da molti villaggi, ha origini antichissime.
In uno dei suoi aggregati, Genicciola, nel secolo scorso, è stata scoperta una necropoli,
con unrne funerarie dei secoli III-I a.C., ora conservate nei musei di La Spezie e Reggio Emilia.
Del Secolo X è l'interessante Pieve di S.Andrea a Montedivalli.
Fra il 1100 e il 1200 Podenzana fu possesso dei vescovi-conti di Luni, contrastati dai Malaspina.
Ne nacque una guerra che terminò con un compromesso raggiunto nel 1201, secondo il quale il castello
di Podenzana sarebbe rimasto in possesso del vescovo, il quale avrebbe dovuto distruggerlo.
Successivamente Podenzana, come accadde per Montedivalli, venne in possesso dei Malaspina di Villafranca,
quindi dei Malaspina di Lusuolo.
I Malaspina ne rimasero padroni fino alla Rivoluzione francese, dopo la quale passò agli Estensi di Modena,
sino all'Unità d'Italia. Montedivalli, in particolare, dalla metà del 500 ai primi del 700 fu possesso
della famiglia Centurione di Genova, poi con Podenzana degli Estensi.
Il Santuario della Madonna della Neve sul Monte Gaggio di Podenzana fondato ai primi del 600,
è stato ed è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti della Lunigiana e di La Spezia.
Il 5 Agosto di ogni anno numerosissime sono le persone che si recano al Santuario.
In tutto il Territorio del Comune, come del resto in tutta la Lunigiana, numerose e significative
sono le "maestà", edicole con bassorilievi di marmo o di pietra, raffiguranti generalmente la Madonna,
ma anche altri santi, erette nei crocicchi delle strade dalle famiglie più facoltose.
Nonostante le sue dimensioni ridotte il comprensorio di Podenzana si presenta come uno dei
più caratteristici della Lunigiana. Il suo Territorio, prevalentemente collinare, è in gran parte
lambito dai fiumi Magra e Vara e si presenta molto bene per le coltivazioni di viti e ulivi e del melo
"binotto", prodotto tipico locale, da sempre maggiore fonte di ricchezza di una terra piuttosto avara
di risorse economiche, ma ricca di tradizioni antiche, la cui maggior attività è rappresentata
dal turismo legato al territorio e alla gastronomia locale.
Gastronomia semplice, ma genuina, in cui spiccano i piatti tradizionali della zona tra
cui i famosi "panigacci" presenti in tutti i ristoranti tipici. Si tratta di una specie di pane
azzimo, ossia preparato solo con acqua e farina bianca, senza lievito e cotto su roventi testi
di terra, ancora oggi fabbricati da abili artigiani locali con le antiche tecniche; ottimo per
accompagnare ogni tipo di pietanza, oppure condito con salsa di funghi o pesto, olio e parmigiano.
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